{"id":485,"date":"2017-10-07T09:48:22","date_gmt":"2017-10-07T07:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nosetonose.info\/it\/?page_id=485"},"modified":"2017-10-07T09:48:22","modified_gmt":"2017-10-07T07:48:22","slug":"cercare-il-tuo-clown-e-trovare-te-stesso","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nosetonose.info\/it\/cercare-il-tuo-clown-e-trovare-te-stesso","title":{"rendered":"CERCARE IL TUO CLOWN\u2026 E TROVARE TE STESSO"},"content":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato nel 1984 su &#8220;ARTE E TERAPIA&#8221; scritto da Bertil Sylvander. Adattato e tradotto dal francese da Vivian GLADWELL.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo articolo tenter\u00f2 di rispondere a due domande:<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il clown?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 e come la ricerca del proprio clown permette lo sviluppo personale e un passo verso la consapevolezza interiore?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il clown?<\/p>\n<p>Non desidero (e sarebbe troppo faticoso per me) scrivere delle origini storiche del clown, o di archetipi dell&#8217;inconscio collettivo o di interpretazioni psicanalitiche. Andr\u00f2 direttamente all&#8217;essenziale, che \u00e8 la mia esperienza personale di clowning. Qualcosa che potrebbe sembrare ovvio ma non lo \u00e8 affatto \u00e8 la distinzione che io faccio tra &#8220;IL CLOWN&#8221; che \u00e8 sul palcoscenico di fronte al pubblico e &#8220;la persona&#8221; che \u00e8 dietro al naso rosso e d\u00e0 vita al clown.<\/p>\n<p>Il clown \u00e8 fondamentalmente un essere emotivo<\/p>\n<p>I clown provano ed esprimono emozioni forti ed intense.<\/p>\n<p>Rispondono ad eventi che spesso a noi persone normali appaiono frivoli. Se all&#8217;improvviso un raggio di luce attraversa la stanza, un clown potrebbe gioire perch\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella e grandiosa che gli \u00e8 successa in tutta la vita, mentre un altro potrebbe deprimersi completamente e inspiegabilmente. Qualsiasi siano le loro reazioni, i clown sono espressivi e fragili nelle loro emozioni: rimangono molto in contatto con quello che sta succedendo dentro di loro senza preoccuparsi troppo se questo ha senso o se \u00e8 la cosa giusta da fare.<a href=\"http:\/\/www.nosetonose.info\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/clowns_imageas-inner-journey.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-475 alignright\" src=\"http:\/\/www.nosetonose.info\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/clowns_imageas-inner-journey.jpg\" alt=\"clowns_imageas inner journey\" width=\"453\" height=\"367\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per un clown lo stato emozionale provocato da un evento viene percepito come un&#8217;esperienza travolgente; \u00e8 tale percezione ossessiva e convulsa dei sentimenti che obbliga il clown ad identificarsi con il mondo intorno: il clown ha un&#8217;empatia con il mondo. Il clown \u00e8 un empatizzatore.<\/p>\n<p>Identificarsi con un oggetto, identificarsi con l&#8217;altro<\/p>\n<p>Se qualcuno piange, il clown potrebbe farsi travolgere dalla tristezza senza sapere il perch\u00e9, semplicemente attraverso l&#8217;empatia e l&#8217;immedesimazione. Questa fusione coi sentimenti spesso porta i clown a ripetere gesti, suoni, parole e movimenti che danno loro piacere. Questo si chiama il gusto dell&#8217;eccesso e dell&#8217;esagerazione.<\/p>\n<p>Il clown vive l'&#8221;adesso&#8221; in ogni secondo<\/p>\n<p>L&#8217;intensit\u00e0 che sperimentano i clown viene dal fatto che loro vivono il momento presente in ogni secondo. I sentimenti e le emozioni nel presente sono la cosa pi\u00f9 importante del mondo per loro, ed essi non si preoccupano di che cosa succeder\u00e0 il secondo successivo. I clown si danno il tempo per assaporare i tesori incredibili contenuti nel momento (eccetto che nel caso in cui il loro sentimento sia la preoccupazione, allora si preoccuperanno, moltissimo. I clown allora si adattano allo stato di preoccupazione con serenit\u00e0). Rimanere vicini al presente permette ai clown di vivere <u>appieno<\/u> le loro emozioni. Sono ottimisti cronici ed hanno tutto il tempo del mondo per aspettare che le cose girino nel modo in cui vogliono loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il clown vive attraverso ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;vero e oggettivo&#8221;<\/p>\n<p>Il clown non \u00e8 sopra un palco finto che recita l&#8217;Amleto. No, loro sono qui con noi, il pubblico, in una stanza o altrove. I clown ci vedono, e attraverso il contatto visivo condividono con noi ogni loro pensiero e sentimento. Questo \u00e8 ci\u00f2 che differenzia il clowning dal teatro tradizionale. I clown hanno una relazione molto oggettiva con il mondo. La realt\u00e0 attuale del clown viene condivisa e vissuta insieme a noi. Il clown \u00e8 anche una fonte concentrata di fantasie sdolcinate. Il pi\u00f9 piccolo evento, la pi\u00f9 piccola emozione evoca dentro al clown ogni sorta di immagini fantastiche che poi lo conducono ad imbarcarsi in avventure fantastiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli scivoloni (controllati) dell&#8217; immaginazione del clown\u2026\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 verso l&#8217;assurdo<\/p>\n<p>Tuffandosi nel mondo dell&#8217;immaginazione, i clown ne sono alla sua merc\u00e9.<\/p>\n<p>Come corridori di formula 1, i clown slittano nel bel mezzo della propria immaginazione. Abbandonano la strada, attraversano rincorrendosi campi, saltano fossi e ritornano in strada pi\u00f9 avanti. I clown sono piloti da corsa. La loro follia \u00e8 basata sul non senso: l&#8217;Assurdit\u00e0 non spaventa i clown minimamente. Il non senso \u00e8 una forma razionale di pazzia, \u00e8 un delirio logico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Momenti cruciali nel clowning: rompere il filo<\/p>\n<p>I clown possono anche essere pazzi alla merc\u00e9 della loro immaginazione e slittare sul ghiaccio del delirio\u2026 Ma non fatevi ingannare! I clown sono ben consapevoli dei segnali stradali. Quando ci guidano in un certo mondo fatato i clown non vogliono in realt\u00e0 che crediamo nel mondo che stanno creando, perch\u00e9 ci credono loro stessi per met\u00e0\u2026anzi, diciamoci la verit\u00e0, non ci credono affatto (quello cui dovremmo credere comunque \u00e8 il modo in cui i clown vivono attraverso le loro fragili costruzioni).<\/p>\n<p>I clown vivono tutte le loro avventure patetiche e disastrose davanti a noi e con noi. Non cercano mai di ingannarci (sarebbe presuntuoso, in quanto le sceneggiature sono inadeguate) perch\u00e9 non ingannano mai se stessi.<\/p>\n<p>Fare clowning richiede tenere un occhio vigile su quella che \u00e8 la linea di separazione tra la realt\u00e0 e il mondo immaginario. Questo si opera facendo un passo indietro e prendendo le distanze di tanto in tanto. E&#8217; un momento cruciale del clowning. Lo chiamiamo rompere il filo o &#8220;distanziamento&#8221;. Basta guardare un bambino giocare e diventa ovvio. Il bambino \u00e8 sia dentro alla realt\u00e0 che dentro ad un mondo immaginario. I clown trovano le loro soluzioni per impedire che la pazzia li porti completamente oltre il limite della strada. (Costituirebbe un imbarazzo notevole se il pubblico pensasse che il clown \u00e8 veramente pazzo).<\/p>\n<p>E&#8217; importante capire che quando le emozioni e i sentimenti divengono troppo forti nel clowning, i clown sono liberi di giocarci. E&#8217; questo &#8220;liberarsi&#8221; che fa emergere sollievo e risate dal pubblico, perch\u00e9 esso sdrammatizza una situazione di tensione, <u>esorcizza<\/u> la tragedia. (la persona dietro al naso rosso stessa vivr\u00e0 questo sollievo per s\u00e9 stessa).<\/p>\n<p>I clown sono quindi in grado di liberarsi dalla tensione drammatica che creano. I propri sentimenti, quelli del partner e del pubblico non li limitano. Questo \u00e8 perch\u00e9 i clown sono esseri capricciosi, instabili, maniaco-depressivi, versatili e liberi. In altre parole, i clown vivono il presente. Possiamo farci commuovere dalle loro emozioni, trasportati dalla loro immaginazione, preoccupati dai drammatici e complessi eventi con cui si struggono, intrigati dalla logica che sviluppano e profondamente sollevati dalla loro risata, dalle loro capriole, il loro liberarsi degli eventi o dal far l&#8217;occhiolino che sdrammatizza il tragico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel profondo il clown \u00e8 un essere vulnerabile<\/p>\n<p>Tutte i fili che ho introdotto ed intessuto uno nell&#8217;altro formano un tutt&#8217;uno indissolubile: la trama del personaggio del clown. E&#8217; su questa trama che ognuno di noi tesser\u00e0, nel proprio modo, il nostro proprio personaggio del clown (ovviamente questo carattere evolver\u00e0 come e quando noi scopriremo\u00a0 significato e ci avvicineremo a noi stessi attraverso la creazione di tale personaggio).<\/p>\n<p>Ma guardiamo pi\u00f9 da vicino il colore che sottende tale personaggio. I clown sono principalmente fragili e vulnerabili (\u00e8 da questo che traggono la loro forza). Mentre la societ\u00e0 si aspetta da noi bellezza, intelligenza, controllo delle emozioni e successo nei nostri progetti, i clown non si vergognano a mostrare le loro disabilit\u00e0 fisiche, il loro spirito semplice (per non parlare della loro seducente follia), le loro emozioni incontrollate e travolgenti. Ovviamente una siffatta costituzione porta i clown da un fallimento ad un altro (fino al successo finale, chiaramente). I clown non sono come gli invincibili eroi dei western americani, ma pi\u00f9 simili a impacciati esemplari di fallimento perpetuo senza speranza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio per questo che adoriamo i clown! Per noi, dentro di noi e con noi i clown giocano a &#8220;Chi perde vince&#8221;. Peggio va, maggiore \u00e8 il successo, perch\u00e9 \u00e8 giocando sulle loro debolezze che diventano forti. (Dove c&#8217;\u00e8 il fango, c&#8217;\u00e8 l&#8217;oro\u2026). Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec?<\/p>\n<p>Prima di tutto ci\u00f2 avviene perch\u00e9 i clown non si vergognano di essere s\u00e9 stessi, e di presentarsi a noi profondamente umani e vicini alla nostra natura che risuonano qualcosa in noi. Essi portano anche la responsabilit\u00e0 della loro natura senza lasciare a nessun altro tale fardello.<\/p>\n<p>E&#8217; tale auto-accettazione che li rende impavidi ottimisti. Sono perdenti dall&#8217;animo vincente, attraversano orgogliosamente innumerevoli ostacoli fino a che non trovano la propria soluzione all&#8217;interno del caos dei loro problemi.<\/p>\n<p>Mettendosi da parte, il clowning ci mostra quanto vani, ridicoli e disperati siano gli sforzi verso il successo. E&#8217; attraverso il fallimento che i clown mostrano la loro saggezza. Nonostante si imbarchino nei loro progetti con grande intensit\u00e0 emozionale, vi \u00e8 nel profondo una serenit\u00e0, un distacco che ci riempie di pace. Ci si rende conto che non si ride <em>dei<\/em> ma <em>attraverso<\/em> i clown.<\/p>\n<p>I clown alla fine vincono, perch\u00e9 ridicolizzano le pressioni sociali e ci dimostrano che la felicit\u00e0 \u00e8 possibile senza per forza conformarsi alle norme di bellezza, autocontrollo e intelligenza logica esaltate dal clown bianco. Nel distruggere il mito delle apparenze superficiali e nel garantirci il diritto di essere noi stessi, il clown rende noi (e la persona di cui recitano la parte) in grado di sentirci meglio con noi stessi. E&#8217; chiaro perch\u00e9 il clown sia cos\u00ec amato dai bambini &#8211; e dal bambino dentro di noi &#8211; il clown \u00e8 dalla loro parte nella lotta per l&#8217;acquisizione di una identit\u00e0 e nell&#8217;affrontare le pressioni a conformarsi come adulti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 e come la ricerca del proprio clown facilita la crescita personale?<\/p>\n<p>Dopo aver presentato il personaggio del clown, porter\u00f2 ora i miei pensieri sulla relazione tra la ricerca del proprio clown e la crescita personale (suona meglio di una terapia).<\/p>\n<p>Ricercare il proprio clown ha veramente effetti terapeutici. Anche se non pu\u00f2, ritengo, essere considerata una vera e propria forma di terapia, pu\u00f2 per\u00f2 accompagnare, coadiuvare e preparare una persona a tale esperienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 e come?<\/p>\n<p>Cercare il proprio clown \u00e8 principalmente un lavoro verso una propria auto-espressione. Trovare il proprio clown non \u00e8 questione di &#8220;imparare a fare cose buffe&#8221;, bens\u00ec consiste nel trovare dentro di s\u00e9 un clown unico come unici siamo noi tutti.<\/p>\n<p>L&#8217;auto-espressione, che costituisce la base di questa ricerca, richiede\u00a0 prima di tutto la creazione delle condizioni che permettano la liberazione dalle inibizioni, una perdita del controllo, un nulla osta alla creativit\u00e0. Tutte condizioni, in sostanza, necessarie nel gioco. Come Winnicott (1971) dichiara: &#8220;E&#8217; nel gioco e solo nel gioco che un individuo \u00e8 in grado di essere creativo&#8221;.<\/p>\n<p>A queste condizioni, dove tutto \u00e8 permesso, creare un ambiente sicuro \u00e8 essenziale. Avverr\u00e0 quando si chiarir\u00e0 che non vi \u00e8 giudizio (degli altri, e di s\u00e9 stessi da parte degli altri), n\u00e9 confronto, n\u00e9 tentativo sistematico di intellettualizzare ci\u00f2 che avviene. Ci\u00f2 significa che quello che viene espresso non pu\u00f2 divenire l&#8217;oggetto di un&#8217;analisi o interpretazione a meno che la persona coinvolta non esprima chiaro consenso in proposito. Per cui crediamo che ci\u00f2 che viene espresso abbia valore in s\u00e9 stesso, semplicemente per il fatto di essere stato espresso. Guy Lafargue (1984) scrive: &#8220;La creazione artistica, poetica, fisica o intellettuale \u00e8 chiaramente ambigua in quanto, mentre rivela il contenuto latente delle esperienze vissute, protegge anche l&#8217;individuo da un eccesso di sentimenti. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo quando l&#8217;individuo sente un senso di sicurezza nella situazione creativa.&#8221;<\/p>\n<p>Una seconda condizione che garantisca un ambiente sicuro per l&#8217;espressivit\u00e0, legato alla prima, riguarda come investiamo la nostra identit\u00e0 e noi stessi in questo lavoro. Scoprire la caratteristica fondamentale di vulnerabilit\u00e0 del clown significa che prima di iniziare il lavoro noi abbandoniamo da una parte gli stereotipi del clown che vengono trasmessi attraverso la cultura di massa e, dall&#8217;altra, che dobbiamo lasciare da parte progressivamente i preconcetti pi\u00f9 cari che ci dipingono come individui invincibili, forti e di successo. Tutto ci\u00f2 implica correre dei rischi che sono ricompensati dal piacere dell&#8217;espressivit\u00e0 creativa. Guy Lafargue scrive: &#8220;Il lavoro terapeutico tenta di riconoscere un sintomo di vunerabilit\u00e0 nella sua forma creativa e linguistica, ma in modo da permettere al singolo di far esperienza di questo come di un traguardo creativo\u2026&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Stabilire uno spazio per la creativit\u00e0 significa dare al soggetto la possibilit\u00e0 di esplorare un territorio in cui lui\/lei si allontana inconsciamente dal sintomo nel contesto di un&#8217;attivit\u00e0 altamente strutturata quale \u00e8 la progressiva costruzione di significato.&#8221;<\/p>\n<p>Come per il lavoro sui sogni svolto con la Gestalt, o nel profondo rilassamento nella &#8220;sofrologia&#8221;, o sulla scrittura automatica dei Surrealisti, questo lavoro, quando protratto fino ad una forma teatrale di espressione, porta la persona a ricercare il rilascio dell&#8217;immaginazione attraverso il delirio fisico o verbale. In questo modo i messaggi grezzi dall&#8217;inconscio vengono rivelati. (Meno male!).<\/p>\n<p>E&#8217; per questa ragione che diamo un grande valore all&#8217;improvvisazione, ed una grande importanza al corpo. Siccome il linguaggio spontaneo del corpo \u00e8 generalmente meno controllato della parola, esso esprime pi\u00f9 facilmente la nostra autenticit\u00e0 (purch\u00e9 glielo permettiamo).<\/p>\n<p>Se le condizioni che ho appena citato sussistono, i personaggi profondamente vicini ad ogni persona prendono vita attraverso gli esercizi e le improvvisazioni.<\/p>\n<p>La mera consapevolezza di ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 terapeutica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pazzia e l&#8217;immaginazione del clown.<\/p>\n<p>L&#8217;espressione della personalit\u00e0 del clown non appare <u>&#8220;da sola&#8221;, <\/u>all&#8217;improvviso. Avviene per mezzo di una sostanza che \u00e8 la pazzia del clown.<\/p>\n<p>Nel nostro lavoro, noi cerchiamo questa pazzia e cerchiamo di farla fiorire. Comunque, non \u00e8 una forma di pazzia incontrollata ma ha una logica sua cui ho gi\u00e0 accennato. Uno potrebbe anche chiamarla delirio paranoide! O, secondo Seglas (1895!), &#8220;\u00e8 lo sviluppo di idee deliranti strutturate e persistenti,\u2026., un&#8217;interpretazione peculiare della relazione tra il mondo al di fuori e la personalit\u00e0 della persona sofferente.&#8221; Pi\u00f9 oltre: &#8220;E&#8217; il coerente sviluppo di un evento drammatico, con un argomento inconfutabile, chiaro, perspicace e convincente!&#8221;.<\/p>\n<p>Questa citazione ben spiega la pazzia del clown. Prima l&#8217;eccentrico e personale modo di relazionarsi ed interpretare la realt\u00e0 del clown. E&#8217; questo che ci rende possibile capire i clown anche nella loro pazzia. I clown vedono la realt\u00e0 che noi vediamo(oggetti, posti, eventi, i partner, l&#8217;audience) in una maniera peculiare e strana, ma intellegibile.<\/p>\n<p>Io credo anche che questa intelligibilit\u00e0 venga dal fatto che i clown non seguano senza meta ogni immagine o fantasia che appare loro. La pazzia del clown \u00e8 strutturata. (Si potrebbe anche dire che sia teatrale).<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci neppure che il clown sta vivendo attraverso un&#8217;avventura e agisce e vive emozioni in relazione ad eventi man mano che essi si dispiegano. L&#8217;assurdit\u00e0 ed il nonsenso non escludono affatto il bisogno di una trama.<\/p>\n<p>Infine, il valore terapeutico del cercare il proprio clown non si limita all&#8217;espressione puntuale di questa o quella emozione o di questa immagine, ma si trova anche nel fatto che questa ricerca \u00e8 strutturata all&#8217;interno di una logica unica ad ogni individuo e che riveler\u00e0 caratteristiche di quell&#8217;individuo non solo all&#8217;interno di un contesto emozionale, ma anche all&#8217;interno dell&#8217;azione teatrale.<\/p>\n<p>Per finire questo paragrafo, sento di dovervi ricordare che nonostante il clown possa essere paranoico, non significa che la persona o l&#8217;individuo lo debba essere necessariamente! Torner\u00f2 su questo punto pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vivere nel momento presente<\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 detto prima, noi lavoriamo molto con l&#8217;improvvisazione. La grande difficolt\u00e0 del lavoro di improvvisazione \u00e8 che ci richiede di essere consapevoli di cose che avvengono nel presente. Che \u00e8 coerente col fatto che il clown \u00e8 qualcuno che vive nel presente. Ma l&#8217;esperienza dell&#8217;improvvisare spesso porta con s\u00e9 la paura stessa che pu\u00f2 inibire l&#8217;espressione. E&#8217; la paura di mostrarci, di offrire noi stessi per essere visti.<\/p>\n<p>Nel fare esperienza di questa paura, dovremmo semplicemente rimanere nell&#8217;ascolto di come trasforma la nostra percezione del luogo in cui siamo, del partner con cui recitiamo e dell&#8217;audience. Le immagini, i movimenti e le emozioni appariranno e ci metteranno in relazione con questa paura. I clown giocano con questa confusione di emozioni e realt\u00e0.<\/p>\n<p>Se la persona teme una situazione, il clown pu\u00f2 esprimere questa paura (e giocarci); se la persona prova piacere ad essere l\u00ec, il clown pu\u00f2 mostrare questo piacere; se la persona &#8220;non sa cosa fare&#8221;, il clown pu\u00f2 mostrare come vive il fatto che la persona non sa cosa fare (attraverso i gesti, la voce e le parole e nel processo che attraverser\u00e0 il clown). Parentesi sbagliate Esprimere il vuoto \u00e8 gi\u00e0 esprimere qualcosa.<\/p>\n<p>L&#8217;improvvisazione consiste nell&#8217;arrivare sul palco vuoti (predisposti e ricettivi verso tutto quello che pu\u00f2 succedere) ma carichi di tutta la propria immaginazione. Le persone con cui lavoriamo hanno tutte notato lo straordinario potenziale che ci\u00f2 comporta. Dunque alla paura di &#8220;non trovare nulla da fare&#8221; si sostituisce gradualmente la consapevolezza delle ricchezze incredibili che attendono solo di essere colte.<\/p>\n<p>Passiamo dall&#8217;essere inibiti nel nostro corpo al divenire gradatamente pi\u00f9 sicuri di quello che ci pu\u00f2 dire. Anche quando proviamo una sensazione di vuoto vacuo, il corpo diventa il nostro compagno pi\u00f9 fedele ed affidabile. L&#8217; evento pi\u00f9 insignificante pu\u00f2 diventare il filo con il quale un&#8217;intera improvvisazione pu\u00f2 esser tessuta. In questo modo, una folata di vento in una stanza pu\u00f2 dare una sensazione rinfrescante alla pelle. Se noi ascoltiamo il nostro corpo invece di ignorarlo, le emozioni e le immagini riaffiorano spontaneamente alla mente. Un gesto spontaneo, se credi in te, non deve per forza avere un significato immediato. Lascia che cresca dal di dentro, sii ricettivo di quello che ti sta dicendo. L&#8217;emozione e il significato arriveranno come extra. &#8220;Sii felice nel presente&#8221;<\/p>\n<p>La connessione con l&#8217;emozione presente \u00e8 dunque un aspetto essenziale dell&#8217;improvvisazione nel clowning. Questa connessione diventa sia pi\u00f9 semplice che pi\u00f9 complessa quando si improvvisa in due, per esempio. Pi\u00f9 semplice perch\u00e9 l&#8217;altro clown \u00e8 una fonte di ispirazione immediata, un originatore di proposte. Pi\u00f9 complessa perch\u00e9, per quanto uno sia ricettivo dell&#8217;altro, quest&#8217;ultimo deve comunque esprimersi molto chiaramente. Ci\u00f2 implica a sua volta che debba avere chiaro in testa quello che sta avvenendo. Lavorare in coppia pu\u00f2 essere definito come: &#8220;Ascoltarsi &#8211; ascoltare l&#8217;altro&#8221;<\/p>\n<p>In questo modo l&#8217;improvvisazione del clown ci porta verso una relazione autentica con l&#8217;altro basata sulla chiarezza ed una flessibilit\u00e0 di emozioni.<\/p>\n<p>I clown vivono una realt\u00e0 oggettiva e condivisa. Rimanendo nel &#8220;qui ed ora&#8221;, i clown non possono fuggire dalla realt\u00e0 delle proprie esperienze, ed in pi\u00f9 i clown non lasciano mai la presenza dell&#8217;audience. Dunque &#8220;qui ed ora&#8221; \u00e8 il motto del clown.<\/p>\n<p>Le capacit\u00e0 richieste per improvvisare come clown posseggono un valore terapeutico enorme. Dopo tutto quello che \u00e8 stato detto uno potrebbe trarre la conclusione che il clown \u00e8 semplicemente pazzo. Attraverso l&#8217;espressione dei nostri sintomi si verifica un&#8217;accresciuta consapevolezza e l&#8217;effetto terapeutico. Uno potrebbe anche dire che le capacit\u00e0 richieste per improvvisare nel &#8220;qui ed ora&#8221; siano sufficienti per definire l'&#8221;effetto terapeutico&#8221;. Ma qualcosa di essenziale manca ancora, e cio\u00e8 il rompere il flusso, o distanziamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rompere il flusso, Distanziamento e auto-consapevolezza.<\/p>\n<p>Abbiamo visto nella prima parte come i clown si distanzino dalla pazzia, dai sentimenti o dalla logica con il ritmo dei movimenti corporali. Abbiamo visto che la funzione teatrale di questo distanziamento era di esorcizzare cariche emotive ed affettive create dal clown e che infine, attraverso il sollievo che ci\u00f2 procura, di portare il divertimento all&#8217;audience.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come porta tutto ci\u00f2 ad una consapevolezza accresciuta e ad una crescita personale?<\/p>\n<p>Attraverso un&#8217;improvvisazione, la persona produce dentro ed attorno a s\u00e9 energia emotiva. Ci\u00f2 viene fatto attraverso il rischio di esprimere qualcosa di personale ed autentico. Nonostante ci\u00f2, allo stesso tempo il clowning impone delle costrizioni\u00a0 tecniche che mettono la persona di fronte alla realt\u00e0. La realt\u00e0 di essere sul palco, di improvvisare, di essere con altri ricercatori di clown, di avere successo o di fallire. E tutto ci\u00f2, non dimentichiamolo, la persona lo fa mentre gioca. Questo confronto pone dei limiti alla pazzia o al delirio della persona e la &#8220;salva&#8221;.<\/p>\n<p>In effetti, n\u00e9 la persona n\u00e9 il clown entrano in uno stato di pazzia vera. Farlo significherebbe perdere il contatto con la realt\u00e0 senza la possibilit\u00e0 di sapere che uno l&#8217;ha perso perch\u00e9 la realt\u00e0 diventerebbe un&#8217;illusione. L&#8217;essere consapevole di essere matti implica il non esserlo.<\/p>\n<p>Il cercatore di clown usa il delirio come Salvador Dal\u00ec usava la paranoia critica. Secondo G. Bertrand (1980), questo \u00e8 &#8220;un metodo spontaneo per acquisire conoscenza irrazionale basato su un&#8217;associazione interpretativa\u00a0 dei fenomeni di delirio\u2026&#8221; Nella paranoia, Dal\u00ec cerc\u00f2 di usare messaggi grezzi dall&#8217;inconscio, la logica dell&#8217;assurdo, coerenza all&#8217;interno dell&#8217;incoerenza, ma rifiut\u00f2 di diventare un prigioniero del sistema e mantenne il diritto di osservarne semplicemente le sue pi\u00f9 bieche aberrazioni. Gli artisti giocano su questi due livelli: imitando la psicosi, rilasciano poteri<\/p>\n<p>orti e oscuri da dentro s\u00e9 stessi, ma modellandoli attraverso l&#8217;espressione artistica, fuggono dal loro controllo e sono salvi.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 mi porta a pensare che nel clowning il &#8220;modellamento dell&#8217;espressione artistica&#8221; \u00e8 il confine che l&#8217;espressione teatrale pone attraverso il distanziamento. Questo modellamento dell&#8217;espressione artistica fornisce uno spazio sicuro che permette l&#8217;auto-espressione. L&#8217;auto-espressione cresce di pari passo alla capacit\u00e0 della persona di usare tale spazio per un&#8217;esplorazione dei propri sintomi (e di provare piacere in tale processo, che non \u00e8 affatto poco!).<\/p>\n<p>Le regole e convenzioni del teatro sono, credo, simili al concetto di controllo in terapia, dove emozioni violente e sentimenti forti possono generalmente venir espressi senza che il paziente li manifesti fisicamente.<\/p>\n<p>La persona che ricerca il proprio clown prova sentimenti veri, ed allo stesso tempo ci gioca. Questo \u00e8 un punto che disorienta molte persone durante i workshop. Janine sta improvvisando e decide di inscenare un incontro col padre. Sentimenti di abbandono cominciano a insorgerle dentro. L&#8217;energia emozionale diventa intensa e mette a disagio l&#8217;audience. L&#8217;audience (inconsciamente) accetterebbe volentieri una pausa che porti sollievo. (altrimenti non \u00e8 pi\u00f9 clowning, ma tragedia!). Janine arretra dalla sua improvvisazione. E&#8217; disturbata e piange. E&#8217; arrabbiata: &#8220;Mi hai detto: senti la tua emozione e recitala. Questo \u00e8 il risultato.&#8221; Noi le rispondiamo: &#8220;Janine, \u00e8 possibile essere sia autentici sia giocare allo stesso tempo. Esci da te stessa. Pu\u00f2 sembrare contraddittorio ma in questo tipo di lavoro, pi\u00f9 sei in grado di giocare coi tuoi sentimenti, pi\u00f9 ti dai la possibilit\u00e0 di essere autentico verso te stesso.&#8221;<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo. Janine fece una commovente ma molto divertente improvvisazione sullo stesso tema. La ragione per cui i clown non sono pazzi, paranoici o isterici \u00e8 che sono in grado di distanziarsi da quello che gli sta accadendo.<\/p>\n<p>Quindi, il clown \u00e8 un &#8220;pervertito polimorfico?&#8221; Ah, bella domanda! La mia sensazione \u00e8 che non lo sia. Il clown non \u00e8 un bambino ma un adulto, e addirittura un adulto piuttosto equilibrato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la regola che ci permette di fuggire dalla nostra sindrome del bambino non amato sul palco ci permette di rivelare la nostra vulnerabilit\u00e0 e umanit\u00e0 di base. I clown dicono alla loro audience: &#8220;La persona dietro a questo naso rosso \u00e8 cos\u00ec e io lo accetto. La persona \u00e8 cos\u00ec e ride di s\u00e9 stessa.&#8221;<\/p>\n<p>I clown sono adulti perch\u00e9 si assumono la responsabilit\u00e0 della loro esistenza, non cercano scuse da nessuna parte e rendono conto solo a s\u00e9 stessi. I clown affrontano la vita con tutta la forza e l&#8217;ottimismo della loro natura.<\/p>\n<p>Mentre dico che i clown &#8220;affrontano la vita&#8221;, non esito a dire che affrontano anche la morte.<\/p>\n<p>Ho detto prima che \u00e8 facendo leva sulla loro debolezza che i clown diventano forti: ci\u00f2 \u00e8 vero anche per la persona. Attraverso l&#8217;auto-accettazione ed il piacere che ne deriva il clowning aiuta la persona dietro al naso rosso\u00a0 a creare progressivamente s\u00e9 stessa nel produrre i propri sintomi.<\/p>\n<p>Per concludere, vorrei farvi un&#8217;ultima domanda: Se la ricerca del proprio clown ha un effetto terapeutico e se la persona lavora con questo (e\/o altri mezzi), anche il suo personaggio evolver\u00e0 e forse morir\u00e0.<\/p>\n<p>La terapia consiste nel trovare la morte del clown? Il mio clown un giorno si annegher\u00e0? Finora la domanda rimane aperta\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato nel 1984 su &#8220;ARTE E TERAPIA&#8221; scritto da Bertil Sylvander. Adattato e tradotto dal francese da Vivian GLADWELL. &nbsp; In questo articolo tenter\u00f2 di rispondere a due domande: Chi \u00e8 il clown? Perch\u00e9 e come la ricerca del proprio clown permette lo sviluppo personale e un passo verso la consapevolezza interiore? 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